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lunedì 21 luglio 2008

LA UE NON E' SODDISFATTA DELLA RISPOSTA ITALIANA SULL'ASSETTO RADIOTELEVISIVO

La risposta inviata dall'Italia all'Antistrust europeo nell'ambito della procedura d'infrazione Ue contro la Legge Gasparri sull'assetto radiotelevisivo, e' ancora incompleta, dunque Bruxelles aspetta nuove informazioni. "Abbiamo ricevuto alcune informazioni, ma non tutte. Quindi aspettiamo ancora altre informazioni", ha detto Jonathan Todd, portavoce del commissario Ue alla Concorrenza Neelie Kroes, spiegando che la missiva e' giunta nei giorni scorsi. "Le autorita' italiane sanno che aspettiamo altre informazioni", ha aggiunto, osservando che per la sua valutazione Bruxelles aspetta di avere un quadro completo. La lettera contiene le risposte al 'questionario' di 20 domande inviato dalla Commissione Ue al governo per avere delucidazioni sul provvedimento di legge approvato dal Parlamento lo scorso 6 giugno, che ha rivisto alcune norme in materia televisiva per risolvere il contenzioso con Bruxelles. Adesso Kroes aspetta altri chiarimenti da Roma. Se questi fossero insoddisfacenti l'Italia rischierebbe il deferimento alla Corte europea di Giustizia. [Fonte: iltempo.ilsole24ore.com]

domenica 1 giugno 2008

RETE 4 PER ORA CONTINUA A TRASMETTERE

"Oggi il Consiglio di Stato ha rifiutato il ricorso presentato da Mediaset per l'annullamento della sentenza del Tar del Lazio (del 16 settembre 2004) «ritenendo la persistenza del dovere del Ministero di rideterminarsi motivatamente sull'istanza di Centro Europa intesa alla attribuzione delle frequenze di cui al decreto ministeriale 28 luglio 1999, anche in applicazione della sentenza della Corte di giustizia del 31 gennaio 2008». Il riferimento è alla sentenza della Corte di giustizia europea che ha riconosciuto nel sistema di assegnazione delle frequenze in Italia, il mancato rispetto del diritto comunitario poiché «non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati». Nel giungo 2004 il Consiglio d’Europa (composto da 45 Paesi), approvava una risoluzione che deplorava l’esclusione di un potenziale operatore televisivo, Europa 7, vincitore della gara pubblica per la diffusione televisiva sulle frequenze occupate da Rete4 del Gruppo Mediaset.

Di fatto la sentenza Ue riconosceva ad Europa 7 (emittente che nel 1999 vinse il bando di gara per una concessione tv) il diritto ad avere le frequenze per trasmettere, ritenendo illegittimo il lungo periodo transitorio di cui ha sinora beneficiato Rete 4. In concreto ora la palla torna nelle mani del ministero delle comunicazioni, poiché il Consiglio di Stato non può impedire al governo di attribuire le presenze. Il governo dovrà quindi «rideterminarsi motivatamente». Contemporaneamente la suprema magistratura amministrativa ha respinto il ricorso di Europa 7 per l'annullamento della sentenza del Tar in merito all'abilitazione di Rete 4. Di fatto, per il momento, Rete 4 è legittimata a proseguire l'attività di radio diffusione televisiva in ambito nazionale." [Fonte: Ami]

domenica 25 maggio 2008

RETE 4: BERLUSCONI AGGIRA LA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA


"L’attività di fuorilegge (dell’etere) di Berlusconi incomincia nell’ottobre del 1984. Le tv del Cavaliere sono a diffusione locale, ma sparse su quasi tutto il territorio nazionale. Berlusconi già da anni ha escogitato uno stratagemma: mandare in onda simultaneamente in tutta Italia videocassette del medesimo contenuto. E’ il sistema della interconnessione funzionale. Una palese violazione della L. n. 103/1975, che consente solo alla Rai di trasmettere a livello nazionale. Così la pensano pure i pretori di Pescara e Roma, che gli oscurano le tv nei rispettivi ambiti regionali. Sarà poi Berlusconi a spegnerle tutte, dicendo che si tratta di una decisione della magistratura...
...Dire che con quel decreto il governo Berlusconi ha aggirato la sentenza della Corte europea è il più classico degli eufemismi. In realtà, ci è passato sopra. Tecnicamente, quel decreto rappresenta il più clamoroso caso di abuso d’ufficio che si sia mai verificato dal 1930, anno in cui è entrato in vigore il codice penale. Il reato, previsto e punito dall’art. 323 c.p., si ha quando “il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto”. Dove per legge deve necessariamente intendersi anche il diritto comunitario, così come interpretato dal massimo organo giudiziario europeo, per la sua prevalenza sul diritto nazionale...

...C’è da augurarsi, quindi, che il Consiglio di Stato applichi scrupolosamente il diritto comunitario, quindi non tenga conto di questo ulteriore decreto legge. Non solo per evitare ulteriori procedure di infrazione, in aggiunta a quelle già annunciate per il settore radiotelevisivo, che alla fine potrebbero costarci miliardi di Euro. Ma anche per evitare che all’interno dell’Unione Europea il nostro finisca per essere considerato una sorta di Stato canaglia."
[Fonte: Il barbiere della sera]


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